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Case History
Le nuove aspettative in ambito lavorativo della Gen Z. L'intervista a Cristina Delvecchio di Cesar S.p.A

In un mercato del lavoro in continua trasformazione, le aspettative delle nuove generazioni stanno ridefinendo il rapporto tra persone e aziende. In questa intervista, Cristina Delvecchio di Caesar S.p.A racconta come la Generazione Z interpreta il lavoro e come l'azienda per cui lavora sta adattando modelli organizzativi, percorsi di crescita e modalità di selezione per rispondere a queste nuove esigenze.

Secondo la sua esperienza di HR, quali sono le aspettative della Generazione Z?
La Gen Z cerca aziende che abbiano mission e vision chiare e ben definite. Sono molto attenti all’equilibrio tra vita professionale e privata, alla flessibilità lavorativa, a un ambiente di lavoro sano e a feedback frequenti, costruttivi e trasparenti. Vogliono sentirsi valorizzati all’interno di un contesto stimolante e inclusivo. Sono interessati a percorsi di carriera che offrano sviluppo professionale continuo e l’acquisizione di nuove competenze. Apprezzano ambienti di lavoro informali e accoglienti, che favoriscano la socializzazione. Per loro la carriera non è solo una questione di stipendio o di posizione sociale: sono attratti da aziende impegnate su temi sociali e ambientali. Tendono inoltre a cambiare frequentemente lavoro, in genere ogni 1–3 anni, per trovare la propria strada, spesso lasciando un impiego per un’opportunità migliore. 

Come la sua azienda sta rispondendo a queste aspettative? Quali iniziative sono state messe in campo?
Per essere più attrattivi abbiamo modificato l’approccio al colloquio, rendendolo meno diretto pur mantenendo la giusta formalità. Questo perché la Gen Z tende ad accorciare rapidamente le distanze con il recruiter; tuttavia è importante che l’azienda ricordi all’intervistato che il colloquio resta un momento di valutazione e deve quindi conservare un adeguato livello di formalità. L’introduzione di percorsi formativi strutturati, come le Academy per Allievi Store Manager, ci ha inoltre resi particolarmente attrattivi.

È cambiata l’organizzazione aziendale con l’ingresso delle nuove generazioni? Se sì, come?
La nostra organizzazione accoglie più generazioni di collaboratori: dai colleghi storici, che hanno visto l’azienda nascere, crescere e diventare un marchio riconosciuto e apprezzato dagli italiani nel nostro canale, ai nuovi ingressi, che hanno contribuito all’evoluzione verso un modello più managerializzato. Il cambiamento si può individuare soprattutto nell’evoluzione della struttura organizzativa, oggi più articolata e composta anche da nuovi manager con esperienze e provenienze diverse, in grado di gestire oltre 850 negozi e circa 6.000 dipendenti. Iniziative come una nuova procedura di onboarding, che accompagna i nuovi colleghi nel loro ingresso in azienda, aiutano inoltre le nuove risorse a sentirsi subito a proprio agio.

Secondo la sua esperienza di HR, come il settore della distribuzione moderna può essere attrattivo per un giovane?
Un ruolo fondamentale è giocato dalla possibilità di una crescita professionale rapida, in linea con le aspettative dei giovani, e da percorsi di formazione strutturati per migliorare sia le competenze tecniche sia le soft skills.

Ascoltare le nuove generazioni significa ripensare il lavoro in chiave più inclusiva, flessibile e orientata allo sviluppo. Una sfida che, se colta, può diventare una grande opportunità di crescita per le aziende.